Non tutto il PD è da buttare..

Finalmente sembra che Beppe Grillo sia riuscito ad iscriversi al Pd. Cosi riportano tutti i giornali online e cosi ci conferma al telefono Andrea Forgione, segretario del circolo PD “Martin Luther King” di Paternopoli in provincia di Avellino. Nella lunga telefonata Andrea spiega profusamente i motivi che lo hanno spinto a contattare Beppe tramite il blog per offrirgli l’iscrizione.

Noi non possiamo altro che rallegrarci nello scoprire che tra le file del PD ci sono molte persone che hanno ancora a cuore il futuro del partito e della nazione. Ad alcuni sembrera strano ma anche nel PD esistono democratici veri ed uno di questi e’ proprio Andrea Forgione.

Invece per quanto riguarda i vari Bersani, D’Alema, Fassino e company credo che la parola democratico vada bene per il dizionario dei sinonimi e contrari.

Buon ascolto

 

Non tutto il PD è da buttare..ultima modifica: 2009-07-17T18:12:00+00:00da paolopapillo
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20 pensieri su “Non tutto il PD è da buttare..

  1. ciao Paolo, sapevo di trovarti sulla notizia. Ti scrivo, per una volta, un vero “commento”. E lo faccio su questo parapiglia della candidatura e del tesseramento perchè ritengo che mostri i limiti del Grillo nazionale.
    Quelli del Pd non sto a dirteli, li sai già, ma possibile che non si parli mai dei limiti di Grillo? Perchè a me sembra che, nel giudicare la vicenda, vengano utilizzati due metri di giudizio diversi.
    Uno per Grillo che, dal blog e in qualche breve intervista, attacca il PD alla sua maniera: toni molto forti, battute taglienti, e concetti incisivi. Ma generali. Ad esempio: grilo afferma di essersi letto lo Statuto e rincara”«Poi se troveranno che il terzo comma, del quarto paragrafo bis… ne pagheranno le conseguenze”. Questa affermazione mi sembra piuttosto discutibile. SE lo Statuto del Pd, approvato più di un anno fa, dice esplicitamente che Beppe non si può candidare/tesserare, allora NON POSSIAMO rompere i coglioni al Pd perchè esclude Beppe! Sul mio sito ho cercato di spèiegare come stanno le cose perchè, altrimenti, si rischia di cavalcare l’onda sbagliata.

    Altro è il metro riservato al Pd, che dall’alto della sua struttura giunonica e più che imperfetta, deve difendersi a suon di statuti, regolamenti, e peli nell’uovo. Nel farlo, il partito rivela alcune debolezze – come la misteriosa Commissione Nazionale di vigilanza – e rischia seriamente di fare una figuraccia. Dirai: benussimo, dov’è il problema? Secondo me il problema è che gli scontri DEVONO avvenire ad armi pari.

    Se Grillo vuole fare il culo al Pd sui regolamenti, deve essere un pò meno comico e un pò più preciso.

    Grillo annuncia la sua candidatura, il tesseramento, e lo fa come si è sempre rivolto al Pd, a suon di critiche e offese. A questo proposito, il giudizio espresso dalla Serracchiani mi sembra il più sensato.

    Le implicazioni non sono da poco. SE il “terzo comma, del quarto paragrafo bis” ESISTE, allora di che c**zo stiamo parlando?

  2. Che esistessero brave persone nel PD non ne avevo dubbio, fa piacere che queste persone saltino fuori, poi se la tessera non è valida, alle primarie votiamo lo stesso Grillo vedranno così come la pensano questi italiani stanchi di dover subire parole parole senza nessun significato.
    Grazie ragazzi.
    Marina

  3. grazie matteo per questa intervista ma sopratutto grazie ad Andrea per aver detto finalmente qualcosa di sensato a riguardo di tale vicenda è ora di combattere si’ dico combattere contro l’ipocrisia,l’ottusità la disonestà intellettuale e morale della nostra classe politica spero che Beppe continui nella sua lotta perchè per me è l’unica e ripeto l’unica fonte di vera opposizione’insieme a Di Pietro contro la marmaglia dello psiconano
    Vai matteoìììììììì

  4. bravo .
    padrepio ha fatto un miracolo…il signor forgione è un pronipote di padre pio.
    cmq il forgione è una persona in gamba che fa politica per dovere civico ed ha l’etica politica che non c’è nel pd.
    lo andro’ a conoscere meglio in questi giorni perchè persone cosi devono essere sostenute.
    grazie paolo

  5. ***************************
    STATUTO del PD: art 2 comma 6
    “Tutti gli elettori e le elettrici del Partito Democratico hanno il dovere di: a) favorire l’ampliamento dei consensi verso il partito negli ambienti sociali in cui sono inseriti.”
    ***************************
    Non i tesserati! GLI ELETTORI!
    Cioè, secondo lo Statuto delPd, gli elettori hanno il dovere di promuovere il consenso del partito. Se votano Pd devono preoccuparsi del consenso del partito che votano.
    Comma scritto con i piedi.

    sto preparando la nuova pagina su http://www.antinews.edoammo.it

  6. Non tuuto il PD è da buttare, vero … QUASI TUTTO!
    Soprattutto i vertici che da anni non riescono a portare il partito al governo e quando ci provano fanno disastri!
    Il Pd deve capire che Di Pietro, Grillo, Travaglio rappresentano la vera assicurazione a vita per Berlusconi!
    Sono loro che hanno bisogno del Cav di governo per legittimare il proprio successo e la sopravvivenza elettorale… A spese del Pd!!!

  7. @artemio

    credo proprio che Di Pietro , Travaglio o Grillo non rimarrebbero disoccupati…a Berlusconi sopravviverebbe,purtroppo per qualche tempo, il berlusconismo ,quindi avranno sinceramente di che occuparsi.tranquillo che a spese del Pd non campa nessuno , su una realtà morente c’è poco da speculare si possono fare degli espianti e Grillocredo che stia convincendo i pochi organi buoni presenti nel corpo del PD ad abbandonarlo….

  8. Ho pubblicato la nuova pagina su BEPPE e il PD.
    Ci trovi un’analisi delle motivazioni della Commissione (tutte da ridere), il testo completo e, al solito, una panoramica della vicenda.
    Ti lascio un esempio:
    Leggiti quello che ho scritto sul comma 6, che ti anticipo qui sotto :

    “Tutti gli ELETTORI e le elettrici del Partito Democratico hanno il DOVERE di: a) favorire l’ampliamento dei consensi verso il partito negli ambienti sociali in cui sono inseriti;”

  9. Grillo ed il PD – Niente nasce per caso
    Scritto da Vito Schepisi

    Una domanda, se viene posta, esige una risposta. Ed è giusto che sia così, se si discute lealmente di metodo, di democrazia e di rispetto delle opinioni di tutti. Non merita risposta solo la domanda posta in modo subdolo, quando non si chiede un’opinione, ma soltanto la semplificazione in un giudizio secco. Non merita risposta tutto ciò che è provocazione tendenziosa, come avviene con una domanda retorica, propedeutica ad un giudizio sommario. L’interlocutore serio, dinanzi ad una domanda precisa, ha un solo modo per rifiutarsi di rispondere: dire con lealtà di non saper rispondere. In altri termini di non essere in grado di valutare la portata e l’implicita legittimità sostanziale delle motivazioni che sono alla base della scelta su cui si chiede una risposta.
    E’capitato così di sentirmi chiedere in modo diretto: “Scusa, se fossi tu a dover decidere, accetteresti la candidatura di Grillo alla segreteria del PD?”.
    Non è affatto una bella domanda! E’ una simpatica carognata di domanda, posta da chi mi conosce e sa che cosa penso di Grillo e di altri protagonisti dell’antipolitica. Ed è ancor più una furba carognata, se chi mi pone la domanda sa quanta delusione sia in me per la deriva populista e confusa presa dal PD, per il suo affanno nel correr dietro a Di Pietro, per la sua opposizione rozza e pregiudiziale e per la sua contiguità al mondo dell’antipolitica.
    Sono tra coloro che sono rimasti delusi, dopo aver creduto – da avversario – ad un nuovo partito democratico e riformista della sinistra italiana, nel vedere il PD inseguire i toni dell’odio politico e nell’osservare la sua indifferente complicità al pericolo della violenza. E’ deludente veder rispolverare i vecchi metodi della demonizzazione dell’avversario e, persino, quelli dell’ insinuazione sulle sue precarie condizioni psichiche, nel tipico stile stalinista. Siamo alle solite, come col vecchio pci e come nella favola di Esopo, in cui la volpe che non arriva all’uva dice che è acerba.
    La questione è tutta qui: questa sinistra non arriva ad elaborare un progetto politico coerente ed afferma che sia acerbo quello della maggioranza di centrodestra. Il Pd dovrebbe, invece, rendersi conto che il suo limite stia proprio nell’incapacità di elaborare proposte. Si ha l’impressione che sia persino difficile che si renda conto d’essersi salvato dal tracollo, nell’ultima tornata elettorale, grazie alle truppe corazzate dei poteri amici (magistratura ed editoria) che hanno montato scandali, di cui ancor oggi è difficile individuare i contorni.
    “Grillo? Non sono fatti miei! Non sono in grado di rispondere – E’ stata questa la mia risposta a caldo – La questione se la sbrogli il PD e la sua dirigenza. Chi semina sciocchezze, raccoglie risate”.
    Il PD sembra che sia stato creato apposta per vivere in confusione, come accade, ad esempio, per la scelta del gruppo del Parlamento europeo a cui aderire. Sono strani personaggi quelli del PD! Non sono capaci di darsi un’identità tra di loro, sopravvivono tra mille contraddizioni, ma parlano di alleanze strategiche con gli altri. Sostengono di non lasciarsi trascinare nell’antiberlusconismo, ma sono nel coro diretto da Di Pietro. Prendono persino “ordini” dall’ex poliziotto.
    Grillo, in verità, non lo candiderei neanche a gareggiare nella trasmissione televisiva “La sai l’ultima?”, per la sensazione di viscido che emana il personaggio.
    Grillo è inquietante, anche nella sua comicità, perché il suo modo d’essere comico appare avaro di umanità. E’ rozzo, razzista, spietato (ci sarà pure una ragione per vederlo legato a Di Pietro!). Il comico genovese è l’uomo che sostiene la fine della democrazia e che lancia, come modello politico, la dittatura del popolo del web… quello dei “k” e dei “x”, dei “copia – incolla” e delle ingiurie sparse come concime dell’odio.
    La politica, al contrario, è pazienza, ragione, ispirazione, programmi, strategie, prospettive, responsabilità, coraggio ed impegno. La politica con la “P” maiuscola è confronto e democrazia, ma dal vero, non dall’anonimato del web. Se mancano questi requisiti, e nel PD sembra che manchino, perché meravigliarsi se un guitto voglia candidarsi alla sua segreteria, con la pretesa di colmarne il vuoto con la sua acquisita cultura virtuale? Cos’ha Grillo di diverso da un dirigente del PD? Da Franceschini, ad esempio?
    Il primo fa ridere per le battute, mentre l’altro per ciò che dice: ma sono demagoghi, illusori, vaghi, astiosi ed agitati. Sia l’uno che l’altro.

  10. ULTIME SU DI PIETRO

    Sanzione contro Di Pietro per un incredibile comportamento professionale da avvocato
    Scritto da Carlo Panella
    mercoledì 22 luglio 2009

    …Il moralista Di Pietro è stato sospeso per sei mesi dall’ordine degli avvocati dalla attività forense -che esercita da anni- a causa di una sua palese e incredibile violazione degli obblighi deontologici, riscontrata dall’Ordine degli avocati di Bergamo, così sintetizzata da un’agenzia di stampa: ” All’ex pm di ‘Mani pulite’ – che dopo l’uscita dalla magistratura non ha rinunciato a indossare la toga entrando nell’avvocatura – e’ stata contestata la violazione dell’articolo 51 del codice deontologico che vieta ”l’assunzione di incarico nei confronti di ex clienti”. Il riferimento e’ al processo, svoltosi innanzi alla Corte d’Assise di Campobasso, nel quale Di Pietro era il legale di parte civile per l’omicidio – avvenuto nel 2002 – di Giuliana D’Ascenzo, una sua amica e compaesana di Montenero di Bisaccia. Sul banco degli imputati, il marito della vittima, Pasqualino Cianci, che lo stesso Di Pietro aveva in precedenza difeso. Fu Cianci a denunciare all’Ordine degli avvocati di Bergamo la violazione commessa dall’ex pm.”
    E questo è l’unico alleato che il pd ha voluto portare in Parlamento….

  11. caro artemio

    fiumi di parole per non dire nulla…
    il pd qualunquista e populista , demonizzatore dell’avversario…magari almeno darebbe segni di vitalità
    l’attacco a testa bassa a Di Pietro , di fatto ti dichiari berlusconiano…
    Come vedi quì hai lo spazio che vuoi , non altrettanto possiamo dire dei siti a te ideologicamente vicini

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