un giorno di ordinaria rivolta

E’ accaduto ieri che alcune migliaia di cittadini informati hanno percorso centinaia di chilometri magari dormendo in tende o- come noi- in macchina per essere già sul posto il mattino, hanno camminato lungo strade e difficili sentieri di montagna, hanno subito il lancio di lacrimogeni, per unirsi alla lotta di una valle contro la prepotenza delle lobbies economiche…una lotta che non riguarda solo la Val Susa, ma riguarda tutti coloro che sono per l’autedeterminazione politica contro lo sfuttamento lo stupro del territorio e la distruzione dell’ambiente per far guadagnare i soliti noti (mafia compresa).

Cittadini informati, non aderenti di fantomatici gruppi black block internazionali – come hanno affermato i media di regime- naturalmente tutti d’accordo nel far apparire l’assedio ai cantieri della Tav come l’azione di un gruppuscolo di facinorosi e delinquenti di professione. Guai poi a dire che c’erano i valsusini….questo mai e poi mai!
Certo che c’erano le le maschere antigas, le i caschi, e anche le fionde, le pietre..le corde…D’altronde cosa altro si può fare contro un regime sordo e cieco a qualsiasi dialogo, a qualsivoglia ragionamento, contro la militarizzazione di un territorio…. Ci dicono : “la Tav è indispensabile per andare in Europa (come se non ci fossimo già in Europa…), va fatta e basta”….Anche il nucleare -dicevano i politici del regime- era indispensabile per lo sviluppo: eppure il popolo – quello che loro vorrebbero stesse beota a guardarli in televisione e si limitasse ad applaudire le loro banalità ai comizi — ha detto no.
Invece la gente sa che non è più tempo di stare a guardare, né di delegare semplicemente una classe politica marcia e che da anni – e, gira gira, sono sempre gli stessi al potere– sta distruggendo l’economia e la società del nostro paese, sta riducendo i lavoratori sempre più a schiavi, mentre i cittadini sono ridotti a meri sudditi, tenuti volutamente disinformati.
E poi chi è violento? Chi spara i proiettili di gomma o chi lancia le pietre? Chi spara i lacrimogeni sulla gente, possibilimente ad altezza d’uomo, o chi assalta una rete metallica che impedisce l’accesso per protesta? D’altronde sparare proiettili di gomma da dietro una rete o lacrimogeni dall’alto di un viadotto, o da un elicottero è certo più comodo.
Io, come tanti mi sono recata in Val susa in modo del tutto pacifico, non ero tra le prime linee, data anche la pericolosità di avvicinarsi al cantiere se non protetti in maniera adegiuata da caschi, maschera antigas, guanti, occhiali di protezione…..semplicemente profondamente disgustata e piena di rabbia per questo sistema marcio basato sul sopruso del più debole, questa classe politica corrotta e che fa gli interessi delle lobbies anzichè dei cittadini, queste forze dell’ordine arroganti e serve dei potenti.
E come me tutti i quelli che erano là dopo aver macinato centinaia di chilometri, portato gli scarponi e gli zaini con l’acqua i limoni ed il malox- perchè già sapevamo che ci avrebbero gasato con sostanze proibite – la sera mi sono sentita solo ancora piu’ incazzata, in particolare dopo aver sentito le dichiarazioni dei politici e le bugie dei media.
Sembrava di stare in Afghanistan, non in Italia. Possibile che ogni volta che si accende la protesta, la repressione debba essere sempre più dura? Possibile che ogni volta che si contesta qualcosa con la dovuta fermezza, ai politici ed ai giornalisti interessi solo ed unicamente far leva sulla presunta violenza, mentre delle ragioni della rabbia che può aver spinto a tale violenza non gliene freghi nulla a nessuno?
Ridurre sempre più gli spazi di democrazia, questa è la parola d’ordine ed è assolutamente bipartisan. Se fin in molti ora abbiamo pensato che il problema potesse essere Berlusconi o Maroni, è ora giunto il momento di aprire gli occhi.
SILVIA

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Notizie e politica

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un giorno di ordinaria rivoltaultima modifica: 2011-07-04T18:20:00+00:00da paolopapillo
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