di pietro parl di me

Voglia di informare dal blog di Di Pietro agosto 2008

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Il controllo dell’informazione è il punto chiave con cui viene garantita la continuità di tutte le dittature, anche quelle dolci, come la nostra. E’ lo strumento, che opportunamente manovrato, consente di manipolare la coscienza e l’opinione di una nazione. La politica questo lo sa benissimo e conosce i meccanismi per garantirsene il controllo.

Non a caso il quattro volte Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è proprietario di tre reti televisive, di cui una, Rete4, trasmette grazie ad un occupazione abusiva delle frequenze. Non a caso sempre Silvio Berlusconi esordì con “L’editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo” quando volle candidare al senato Giuseppe Ciarrapico condannato in via definitiva per ricettazione fallimentare e bancarotta fraudolenta.

Non a caso i partiti politici influenzano le principali testate di informazione attraverso l’assegnazione di finanziamenti pubblici all’editoria di partito e non. Non a caso assistiamo ogni legislatura al penoso teatrino per l’assegnazione delle poltrone di comando della televisione di stato. Per ricambiare, la controparte, giornali e televisioni devono garantire che le prime pagine dei giornali e i tg nazionali diano massimo spazio per divulgare opinioni, dichiarazioni panino, mezzibusti, gossip familiari, ritiri vacanzieri e letture preferite dei VIP della politica.

Se un cittadino si soffermasse su queste considerazioni dovrebbe rassegnarsi a vivere “in un coma della coscienza”. Per fortuna non accade. Qualcosa sta cambiando. Ce ne rendiamo conto navigando in rete, o leggendo qualche articolo sfuggito al controllo della redazione, o guardando qualche trasmissione “ribelle” ma comoda agli indici di ascolto (su cui solitamente poi fioccano querele e richiami di redazione il giorno seguente).

Oggi leggendo i commenti dell’articolo Giustizia: lo specchio per le allodole, mi ha colpito quello di Paolo Papillo . Paolo si definisce un precario camionista e nel tempo libero partecipa alla vita politica di questo Paese con pc e cellulari. Il suo è un piccolo contributo ma è espressione di un informazione libera, fatta dai cittadini che non si rassegnano. Paolo è un cittadino che vuole e spera che le cose possano cambiare perché la rete tiene sveglia la sua coscienza.

Riporto il commento di Paolo Papillo:

E le ferie sono finite, per chi le ha fatte. Io precario camionista non so cosa siano le ferie retribuite. Ricomincerò la mia battaglia contro la falsa informazione, perché il popolo che non sa è un popolo che non si arrabbia.
Io sono uno e molto non posso fare. Faccio il camionista e parto la notte tra domenica e lunedi e ritorno il venerdi notte casa. Il fine settimana lo dedico alla mia famiglia ed al riposo e qualche volta pure alla politica. Sinceramente mi pesa non poter fare di più specialmente per questo momento drammatico per il nostro paese. Un paese che vedo andare alla deriva in mano ad una cosca di affaristi e abitato da una popolazione in gran parte composta da menefreghisti. E allora cosa mi sono inventato per cercare di fare sentire la mia voce di dissenso? Con un pc portatile e 4 telefoni cellulari, nelle ore che devo stare fermo con il camion, mando mail e faccio telefonate nelle trasmissioni radiotelevisive che ci consentono di andare in diretta. E li “grido” tutta la mia rabbia e indignazione. Non è molto quello che faccio ma sempre meglio di nulla. Pensate se fossimo in migliaia a fare la stessa cosa. Finite le ferie riprenderò la mia battaglia contro la falsa informazione, sperando che qualcuno mi supporti. Stare solo nei blog è come canatarsela e suonarsela da soli. E’ a quelli che non frequentano la rete che dobbiamo spiegare e fare capire a cosa stiamo andando incontro
.”

di pietro parl di meultima modifica: 2009-03-13T23:39:03+01:00da paolopapillo
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2 pensieri su “di pietro parl di me

  1. Caro Paolo io sono un pensionato ma ti posso assicurare che la mia rabbia per tutto questo non è inferiore alla tua. Penso però che sciupi il tuo tempo a telefonare e parlare con chi NON VUOLE SENTIRE. Secondo me lo sforzo di noi tutti va indirizzato nel cercare di mettere su o trovare una stazione televisiva che possa consentire di informare e di scuotere l’abulicità di troppi ed anche così ce ne vorrà di pazienza.

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