LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE.


Mi sa che abbiamo esagerato: Mailbox full or quota exceeded

Visto che hanno la casella di posta piena probabilmente dalle nostre email io suggerirei di chiamarli!


Francesco Amirante


Si apprende da organi di informazione di rilievo nazionale che una sera del mese di maggio appena passato, nell’abitazione del giudice Mazzella si svolgeva un incontro di natura conviviale al quale partecipavano,oltre al collega del padrone di casa Paolo Maria Napoletano, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia, Angiolino Alfano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini.

Da semplici cittadini rimaniamo sconcertati ed indignati per questo incontro quanto mai inopportuno.

Tutti e sottolineo TUTTI sappiamo che dall’esisto del vostro pronunciamento sull’incostituzionalità del cosi detto Lodo Alfano dipenderà la vita politica di questo paese e non esageriamo se affermiamo; anche la storia di questo paeseCi si deve spiegare che utilità e che scopo aveva questa cena, anche i sassi sanno che senza l’esistenza del Lodo Alfano,con tutta probabilità ci troveremmo con un Presidente del Consiglio condannato per corruzione in riferimento al noto processo MILLS e se questo non è avvenuto lo si deve solo alla legge della quale Voi il 6 ottobre c.a. dovrete accertarne la legittimità.

Personalmente crediamo che i due magistrati sopra citati,avendo trattenuto rapporti al di là del loro compito istituzionale,visto che questa cena da quanto è a sapere era a carattere

privato, non appaiono più come figure super partes e per tanto non più adatti a pronunziarsi su una legge che vede come diretti interessati,con ruoli diversi, alcuni soggetti con i quali hanno avuto frequentazioni personali .

Alla S..V. ci rivolgiamo affinché voglia rimuovere questa anomalia e diffondendo questa in rete la sua risposta è da ritenersi pubblica e di interesse nazionale.


Paolo Papillo


Matteo Pellegrini




Vi invitiamo a fare altrettanto ,qualunque autorità deve capire che non siamo più disposti a subire passivamente e quando un cittadino chiede spiegazioni gli devono essere date.



Piazza del Quirinale, 41 – 00187 Roma tel. 0646981 – fax. 064698916 – ccost@cortecostituzionale.it

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE.ultima modifica: 2009-06-28T10:11:00+02:00da paolopapillo
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28 pensieri su “LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE.

  1. PROPOSTA IMPORTANTE:
    APPRONTARE UN TESTO DA MANDARE AI SITI DEI GOVERNI CHE PARTECIPERANNO AL G8 IN CUI SI SOTTOLINEA L’OPPORTUNITA’ DI PARTECIPARE AL G8 IN UNO STATO IL CUI PRESIDENTE HA VOLUTO UNA LEGGE CHE IMPEDISSE DI CONDANNARLO PER LA CORRUZIONE DELL’AVVOCATO MILLS, CHE HA POSTO IL BAVAGLIO ALLA LIBERTA’ DI STAMPA CHE E’ IN PIENA BUFERA MEDIATICA PER ESSERE INDAGATO IN UNA NUOVA INDAGINE CHE SI SVOLGE A BARI E PER IL RECENTE INCONTRO “CONVIVIALE”

  2. Il Presidente Napolitano sta’, usando parole tue, dando un colpo al cerchio e una alla botte. Mi spiego…per evitare di essere oggetto di polemiche per la sua provenienza politica, critica ora la sinistra e questo gli permettera’ di non ricevere troppe critiche quando decidera’ di non firmare il decreto sulle intercettazioni. Scommettiamo?

  3. Sta avvenendo tutto a nostra insaputa.
    In queste ultime settimane prende sempre più piede la censura del diritto di libero pensiero e parola nel nostro paese.
    E quello che sta avvenendo anche su YOUTUBE dove molti video ( che evidentemente sono scomodi ) vengono cancellati, appare nei vostri schermi QUESTO VIDEO è STATO RIMOSSO DALL’UTENTE…

    I video censurati hanno argomenti vari come MAFIA-P2-PASOLINI-PERTINI-BEPPE GRILLO-MARCO TRAVAGLIO-GUERRA IN AFGANISTAN-INCIDENTI MILITARI-TELEGIORNALI VARI-DE LUTRI-LODO ALFANO- e tanto altro ancora.

    Possiamo fermare questa strage, ma dobbiamo farlo tutti insieme!!!
    Vi darò le informazioni per poter aderire a questo progetto ( realizzato da youtube ).

    ci serve la vostra collaborazione ragazzi….

    Fate circolare questo msg!!!!

    Per maggiori informazioni:

    http://rivoglioilmiopaese.blogfree.net/

  4. L’UNICO MODO DEMOCRATICO PER ABBATTERE BERLUSCONI E’ NON VOTARLO.
    Anche le ultime elezioni però segnano un gradimento del premier e della sua coalizione.
    Il motivo sta soprattutto nella inconsistenza dell’opposizione che si riduce a ripetere il suo antiberlusconismo da 15 anni!
    Riporto: “la sinistra dovrebbe mettere in mora la maggioranza reclamando modernità e giustizia sociale, chiedendo riforme del sistema istituzionale, della giustizia, della scuola, del mercato del lavoro e delle pensioni. Oggi fa il contrario, guadagnandosi il destino che merita.”
    Sinistra, se ci sei batti un colpo!… almeno cambia strategia, non continuare nello sterile antiberlusconismo condito ora di gossip! Questo non interessa a nessuno!!!

  5. Un saluto, giungo da queste parti via Piero Ricca.

    Ottima la telefonata. Devono sentire la nostra pressione addosso. Per una vicenda simile in Spagna la Magistratura scioperò per una settimana intera, bloccando il sistema. Qui la Tv non ne ha parlato, questo clima omertoso seppellisce fatti di assoluta importanza. Questo è quello che ho spedito assieme ai miei lettori ai Giudici più o meno Cenanti della Consulta:

    http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/06/cena-con-papi.html

    La mail non funziona correttamente, sarebbe meglio spedire i nostri testi da questo link:

    http://www.cortecostituzionale.it/RelazioniCittadini/scriviallacorte/scriviallacorte.asp

    Un saluto, teniamo duro e non facciamo affievolire questa importantissima, tristissima vicenda.

    Wil Nonleggerlo

  6. Ragazzi, se volete, leggete qui … in parte mi riconosco e spiega meglio di quanto possa fare io le ragioni per cui Berlusca è al suo posto.

    Il giovane Letta è nato vecchio Prima è stato respinto con grande sdegno e particolare enfasi l’invito lanciato dall’esponente del Pd Enrico Letta ai massimi dirigenti del centro destra a defenestrare Silvio Berlusconi ed a terminare la legislatura con un governo guidato da un altro esponente del Pdl. Successivamente il Capo dello Stato ha chiesto una tregua che di fatto ha blindato il governo. Ed , infine, Gianfranco Fini ha chiuso il cerchio spiegando che il governo è solido e non c’è alcuna possibilità di cambiarlo. A sinistra hanno incassato i colpi di Napolitano e Fini. Ma hanno considerato lo sdegno e l’enfasi come una ennesima prova di cortigianeria degli uomini del Cavaliere. Ed hanno archiviato la faccenda come la conferma che nel centro destra c’è un “padrone” e che chi lo vota o lo sostiene fa inequivocabilmente parte della categoria dei “servi”. La questione merita un approfondimento. Perchè nessuno nega che un certo tasso di cortigianeria ci sia. Non solo nelle reazioni alla sortita del giovane Letta del Partito Democratico. Ma nel comportamento quotidiano di molti degli esponenenti del Pdl che debbono la propria fortuna politica, la propria presenza in Parlamento o il proprio sostentamento materiale alla benevolenza del Cavaliere. Ma perchè la sinistra insiste nel suo errore di non capire che i cortigiani sono pochi ma i sostenitori disinteressati di Berlusconi sono tanti. E, per singolare circostanza, non diminuiscono ma aumentano di fronte alle campagne che lo dipingono di volta in volta come l’eversore della democrazia, il corruttore dei giudici o lo scatenato erotomane.

    E crescono senza che chi provoca il fenomeno riceva nulla in cambio, né ruoli di potere, né posti in Parlamento, né stipendi e prebende di sorta. Perché avviene tutto questo? La risposta è stata data in maniera del tutto inconsapevole proprio da Enrico Letta che ha giustificato la proposta di defenestrazione del Premier con la necessità di “stabilizzare la maggioranza su una linea normale consentendo così al Pd di costruire una alleanza con l’Udc e con altre forze”. Berlusconi, in altri termini, benchè sia presente sulla scena politica nazionale da oltre quindici anni, viene ancora e sempre considerato a sinistra, anche da un personaggio sicuramente capace come Letta, come una perenne “anomalia” . Cioè come l’intruso che, non sapendo o volendo omologarsi alle regole della vecchia casta politica e burocratica responsabile del governo reale del paese dal dopoguerra ad oggi, è destinato a rompere i vecchi equilibri. Per questo l’esponente del Pd si rivolge a quelli che considera i propri simili nel Pdl e li invita, visto che la sinistra non è stata capace, a togliere di mezzo l’intruso, a normalizzare la maggioranza ed a consentire la nascita di un grande centro tra Pd, Udc e pezzi della stessa Pdl, destinato a riscostruire sotto nome diverso la centralità della scomparsa Dc nel sistema politico nazionale. Ciò che per Letta è una anomalia da correggere, però, per la stragrande maggioranza dei sostenitori di Berlusconi non cortigiani è la peculiarità positiva del Cavaliere. Una peculiarità da sostenere e difendere ad oltranza. Agli occhi di questa massa di italiani, infatti, è proprio questa anomalia ad alimentare la loro speranza di un qualche cambiamento positivo capace di rompere la stagnazione politica, culturale ed economica imposta dalla casta all’intero paese per troppi e lungissimi anni. Nessuno dei sostenitori del Cavaliere è convinto che l’uomo sia un santo privo di difetti e pieno solo di pregi. Tutti sono consapevoli che nel suo slancio vitale ci sono anche eccessi, errori, ingenuità. Ma tutti preferiscono pagare il prezzo dei suoi eccessi, dei suoi errori e delle sue ingenuità pur di potere affrancarsi dal vecchio mondo legato ad un passato ormai estinto e nutrire la speranza di un futuro diverso. La sinistra pensa che questa speranza verra comunque disillusa dal Cavaliere? Può darsi. Ma fino a quando opporrà alla vitalità di Berlusconi l’esangue professionalità politica di antico stampo di Franceschini, Bersani e dello stesso Letta, è destinata a perdere.

    Arturo Diaconale

  7. @alberto

    l’analisi di Diaconale è così rivoltante che vale la pena d lasciarla come esempio di un giornalismo asservito e di un liguaggio incomprensibile,politichese puro.
    Berlusconi è al suo posto perchè ha narcotizzato questo paese di ignoranti, ecco chi sono gli elettori di B;

    L’ELETTORATO BERLUSCONIANO LEGHISTA SI DIVIDE SOSTANZIALMENTE IN TRE CATEGORIE
    1°)affaristi,imprenditori-predoni.
    sottocategorie;truffatori ,bancarottieri,falsificatori di bilancio ad alti livelli.mafiosi dal coletto bianco.
    2°)seconde file delle categorie sopra elencate,mafiosi e delinquenti organizzati che confidano nelle leggi ad personam fatte da berlusconi alle quali credono di poter attinegere anche loro.
    3°)per assurdo la più pericolosa perche la più numerosa.
    gente ignorante, che ha rinunciato a lottare,che scambia i diritti per concessioni del potente di turno ,che sia un politico o un datore di lavoro non fà differenza.gentaglia abituata a svendersi per un tozzo di pane che spera gli venga lanciato dalla tavola dove i “ricchi” gozzovigliano.che applaude il re passare sule sue macchine di lusso e non si preoccupa di non poter garantire un futuro ai propri figli.mentecatti che si esltano per le gesta di 22 imbecilli in mutande che corrono dietro una palla,imbecilli che guadagnano in un anno quello che loro non guadagneranno mai neanche se lavorassero 100 anni.gente ignorante instupidita dalle televisoni del piduista.talmente stupidi che quando citano una fonte a sostegno delle verita di berlusconi nominano canale 5,salvo poi boccheggiare senza sapere più che dire quando gli fai notare che quella televisone è di berlusconi.Gentaglia che tra sfruttato e sfruttatore trova più conveniente schierarsi con il secondo,perché è più facile fare la voce grossa e prendersela con chi sta peggio di te….
    non credo che con queste razze sopra indicate ci possa essere mai un dialogo.l’unica soluzione è lo scontro sociale.

  8. Mi sono fermato alle prime righe … non valeva la pena leggere lo scritto di un individuo che considera affarista, truffatore, mafioso o ignorante chi non la pensa come lui!
    Questa è la democrazia a senso unico! magnifico esempio di intolleranza! Se questa è la sinistra, non meravigliamoci perché non è più votata! Si vergognino coloro che votano individui intolleranti come la monica martini di cui sopra.
    Poverina, compatiamola… le sue parole cadranno nel vuoto!

  9. NON ILLUDIAMOCI CHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PRENDA POSIZIONE…CONTRO. DOPO 64 ANNI DI POLITICA E MILITANDO IN UN PARTITO CHE DOVE HA GOVERNATO NON HA MAI PROPRIO BRILLATO IN FATTO DI DEMOCRAZIA, NON RISULTA CHE IL NOSTRO ABBIA MAI PRESO POSIZIONE …CONTRO. GLI ANDAVA BENE COSI’. PERCHE’ ADESSO DOVREBBE CAMBIARE? AD UN TRATTO DOVREBBE AMARE LA DEMOCRAZIA? ANCH’IO DICO COME L’AVV. GHEDINI: MA VA LA MA VA LA MA VA LA.

  10. Alberto, quella di Paolo -piaccia o no- è una sintetica disamina dei fatti.

    Ci sono rilevazioni sociologiche su più fronti a confermarlo:

    http://www.youtube.com/watch?v=d1w7kDxLrQE&feature=channel_page

    ultima quella di Mannheimer sul Corriere relativa al consenso di Berlusconi che precipita vertiginosamente fra la popolazione con un livello di istruzione più elevato.

    Apri gli occhi, tu che consideri un benefattore Berlusconi perché ti lancia qualche tozzo di pane, quando in realtà ha distrutto il mondo del lavoro riducendolo a misero precariato con la Legge Maroni per ottenere i voti delle lobby industriali, sta distruggendo ricerca e università con tagli privi di senso, ha eliminato la class action a svantaggio dei consumatori sempre per soddisfare le lobby delle grandi corporations, ha depenalizzato il falso in bilancio e esteso i condoni tombali sempre a beneficio dei mariuoli e a discapito dei cittadini onesti che devono farsi carico del gettito che costoro hanno sottratto allo Stato con l’imbroglio. Non sta facendo NULLA per uscire dalla crisi se non proporre baggianate come il piano casa, il nucleare, il ponte sullo stretto (sempre per consentire alle lobby dei palazzinari suoi amici di arricchirsi, devastando il territorio).

    Leggi qualche sentenza su questi personaggi, informati, non ti bere la propaganda e gli slogan e soprattutto smettila di sentirti in debito con chi -pagato decine di migliaia di euro – pensa di comperare il consenso della gente e la propria impunità allungandoti un tozzo di pane, altrimenti resteremo sempre schiavi di questa situazione, degli espedienti fini a loro stessi. E comunque nella vita non si vive di solo pane, caro Alberto.

  11. Caro Manuel ,
    “non si vive di solo pane” affermi. Ebbene tu puoi evidentemente permetterti di condurre una vita agiata e non te ne può fregar di meno che al governo ci sia uno o l’altro, puoi permetterti di giudicarli eticamente … c’è gente per la quale questi discorsi non reggono! il “tozzo di pane” sarà per te un “tozzo”, ma in alcune famiglie (che voi demo-aristo-cratici ormai non prendete più in considerazione!) questo che tu chiami tozzo rappresenta un serio aiuto! Chissà se potrai comprendere che queste famiglie “devono” guardare l’OGGI!
    Scendete dal piedistallo intellettualoide in cui si sta sempre più legando l’opposizione!

  12. Alberto SVE-GLIA-TI! Il precariato (che ha ridotto i lavoratori a medicanti o poco più) non è una piaga biblica, ma l’ha introdotto il tuo amato Papi mandando in rovina un’intera generazione costretta ormai ad elemosinare briciole dal potente di turno o aspettare regalie dall’alto sotto elezioni. Se questo lo reputi dignitoso e giusto dimostri di essere un perfetto suddito. Mi spiace ma io (che non sono né un aristocratico né il figlio di Agnelli) non ci sto.
    Vedere le istituzioni del mio Paese occupate da una banda intenta a spadroneggiare e a comandare, facendo uso arbitrario del potere per fini d’impunità personale mi disgusta. E non si tratta di sofismi intellettuali ma di convenienza: le istituzioni di governo nelle mani di gente di malaffare impoverisce il Paese, perchè da costoro non puoi aspettarti che pensino ai problemi altrui, impegnati come sono a sbrigare i propri.
    Tu continui a confondere i diritti come fossero omaggi del sovrano. Anche Prodi aveva introdotto la quattordicesima, e allora? L’hai per caso sentito incensare dalle tv del padrone?

    Tirare fuori ogni tanto la dignità personale e l’orgoglio non farebbe male….

    Svendere un Paese e la propria dignità di UOMO e di CITTADINO per 40 euro di social card (elemosine contingenti, che non incidono a livello strutturale) è cosa squallida e miserevole.

  13. Manuel, tu scrivi: “Svendere un Paese e la propria dignità di UOMO e di CITTADINO per 40 euro di social card (elemosine contingenti, che non incidono a livello strutturale) è cosa squallida e miserevole.”

    Che mi fai i conti in tasca? Allora sappi, anche se spiace riferire cifre, che 1400 euro annui di pensione in più alla mamma convivente dal 2002 (come promnesso e mantenuto da Berlusconi) fanno finora circa 10.500 euro che, ti assicuro, in famiglia son serviti!

    Puoi scendere anche tu dal piedistallo e sforzarti di capire i bisogni della gente?

  14. Propongo la seguente lettura.

    La Corte Costituzionale – Scritto da Gianni Pardo

    …La legge fondamentale dello Stato è la Costituzione. Essa contiene norme precisamente giuridiche – per esempio la durata della legislatura o i poteri del Presidente della Repubblica – e norme che, per così dire, sono “letteratura politica”. Un esempio è l’art.2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo… e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Il verbo “riconosce” implica che quei diritti esistano prima che lo Stato li costituisca: dunque si tratta di una riaffermazione del “diritto naturale” il quale, come si sa, è un’entità metagiuridica o, più semplicemente, mitologica. La stessa “solidarietà sociale” non è un concetto palpabile e corrisponde più o meno all’invito ecumenico “siate buoni”. Tutto questo non è giuridico.

    Nel 1948 si è prevista una suprema autorità incaricata di vigilare sulla conformità delle leggi alla Costituzione stessa ma la Corte Costituzionale, in conseguenza della doppia natura del testo, opera in una direzione giuridica e in una direzione politica. Se il Parlamento approvasse una legge con la quale, senza modificare la Costituzione, si prolunga la legislatura a sei anni, la Corte avrebbe gioco facile ad annullarla in quanto in contrasto con l’art.60. Viceversa, quid iuris se qualcuno sollevasse questione di costituzionalità riguardo alle differenze di stipendio dei lavoratori, sulla base della “pari dignità” dei cittadini stabilita dall’art.3? La questione non è peregrina: nell’Unione Sovietica un ingegnere guadagnava più o meno quanto un operaio. Dunque la decisione al riguardo non è giuridica, è politica. Se la Corte rispondesse che “la paga deve corrispondere all’utilità prodotta” avrebbe adottato l’economia classica; se rispondesse che la paga deve essere uguale per tutti, come tutti sono uguali, avrebbe adottato il punto di vista sovietico; se rispondesse che deve corrispondere ai bisogni del lavoratore, magari pagando di più l’operaio con cinque figli e di meno un ingegnere scapolo, avrebbe adottato il marxismo utopistico. Come si vede, anche l’uguaglianza dei cittadini si presta a punti di vista molto diversi.

    La Corte Costituzionale è un organo politico. Quando hanno immaginato un giudice assolutamente al di sopra delle parti, i padri costituenti sognavano. E non perché i giudici costituzionali siano scorretti: semplicemente perché, in campo politico, non esiste e non può esistere obiettività.

    La riprova di tutto questo si ha nel modo di elezione dei giudici costituzionali: ogni volta che ne viene a mancare uno, in Italia scoppia una guerra che può durare mesi o anni. Fino ad innescare persino pittoreschi scioperi della fame di Pannella. Ogni partito politico, ogni fazione sa che dal nome scelto dipenderà il genere di decisioni del supremo organo e dunque combatte a morte, fino all’ultimo, in difesa dei propri principi politici e morali. Berlusconi anni fa ha potuto dire che la Corte Costituzionale gli era pregiudizialmente ostile e non importa quanto il fatto fosse vero: importa che fosse perfettamente verosimile.

    La conclusione è mesta. Se la Corte Costituzionale è un organo politico, essa corrisponde alla maggioranza che l’ha nominata, al massimo con lo sfasamento dovuto ai tempi della legislatura e ai tempi di permanenza in carica dei giudici. Ma sia che essa corrisponda, come colore politico, alla maggioranza del tempo, sia che essa non le corrisponda, il fatto è patologico: perché in un caso sosterrà la maggioranza anche quando facesse qualcosa di sbagliato, in un altro caso le andrà contro anche quando avesse ragione.

    Ecco perché la cena in casa di quel tale giudice costituzionale ci lascia perfettamente freddi. Che costui riceva o no a casa sua dei politici, non cambia il fatto che ne fosse amico. Come altri giudici, nella stessa Corte, sono notoriamente amici dell’opposta fazione. Dov’è la materia del contendere?

    Una maggioranza deve potere governare senza interferenze. In capo a cinque anni sarà il popolo a decidere se confermarla o mandarla a casa. E se qualche legge non piaceva, sarà la nuova maggioranza a cambiarla, così come il governo Prodi cambiò la legge sullo “scalone Maroni”. Non importa se commise un errore: dimostrò che il legislativo le leggi, oltre che crearle, può cambiarle. Non è necessaria una Corte super partes, che è tale solo nei sogni dei costituenti.

    Sarebbe meglio che la Corte Costituzionale non esistesse: sicuramente non è utile, forse è nociva.

  15. Riporto:
    La polemica contro i giudici della Corte Costituzionale accusati di aver cenato con Silvio Berlusconi si ritorce sul leader dell’Italia dei Valori. Il Presidente della Repubblica esclude qualsiasi intervento sulla Consulta in rispetto dell’autonomia della Suprema Corte. E l’azione di Di Pietro assume l’aspetto di una aperta e pressante intimidazione nei confronti della Consulta perché bocci il nodo Alfano

  16. ciao PAolo.
    A proposito dei due giudici, dopo essermi documentato un pò, e aver scritto una pagina dedicata che TI INVITO A VISITARE(ti ho citato in “dalla rete”), sono giunto alla conclusione che chiederne le dimissioni è la classica “sparata alta”. Non c’è niente di male in questo; alzare i toni e mirare in alto può servire a trattare, ma credo sia imprtante sapere come stanno le cose.
    Pare (vedi le FONTI del mio articolo), che non sono la Consulta sia ben tutelata da pressioni esterne (comprese, credo, quelle di Napolitano, che già non potrebbe fare molto), ma che sia proprio inattaccabile…

  17. I soliti “sicofanti”
    Scritto da Alessandro Lozzi*

    La cena a casa del giudice costituzionale Manzella, in un Paese che D’Alema definirebbe normale, probabilmente sarebbe stata giudica inopportuna. Nel nostro Paese anormale viene invece definita “carbonara e piduista”. Vale la pena di approfondire la questione. Cominciamo col dire che i giudici costituzionali sono 15. Chiunque volesse condizionarne il giudizio mediante sessioni conviviali dovrebbe quindi sottoporsi non ad una, ma ad un intero ciclo di cene. Povero fegato e povera dieta. Continuiamo col dire che 5 di questi giudici sono nominati dal presidente della Repubblica che, come sappiamo, è una di quelle cariche interessate dal lodo Alfano. Il condizionamento che può esercitare il potere di chi nomina ad una carica è sicuramente molto più incisivo di un buon brasato.
    Dobbiamo ricavarne che i cinque giudici nominati dal presidente della Repubblica dovrebbero astenersi da giudicare il lodo Alfano? Altri 5 sono nominati dal parlamento e sono, quindi, espressione parte dell’oppposizione, che è contraria al lodo, parte della maggioranza, che ne è favorevole. Come possono giudicare serenamente? Meglio che si astengano anche loro. E che dire del caso del giudice Flick che è transitato da ministro della Giustizia del governo Prodi a giudice e poi presidente della Corte? Tutte illegittime le sentenze che hanno interessato leggi proposte e promulgate dal governo di cui faceva parte? La semplice verità è che la nostra Costituzione, scritta da persone equilibrate e non da forcaioli da strapazzo, prevede per i giudici costituzionali dei requisiti professionali, morali e di età che sono la garanzia della serenità e dell’indipendenza di giudizio che la carica richiede. Si può infatti accedere alla carica di giudice costituzionale solo dopo una intera vita specchiata e irreprensibile, dopo aver dimostrato, per una intera vita, quanto si vale come studioso e come individuo non condizionabile. Il resto è veleno.
    Questi avvelenatori sono degli spregevoli figuri, odiatori professionisti che traggono le loro fortune politiche dalla propalazione dei peggiori istinti della natura umana. E sono sempre esistiti: nell’antichità si chiamavano sicofanti. Questi signori nemmeno ipotizzano che la moralità delle persone sta all’interno di ciascuno. E quindi ritengono che i loro teoremi, tanto fantasiosi quanto astratti, debbano diventare norme comportamentali. Seminando il sospetto e il terrore vogliono farci vivere in una società in cui ciascuno sospetti del proprio vicino, in cui viga la presunzione di colpevolezza. L’esatto contrario di quanto prevede una Costituzione liberale come la nostra. Quando questo atteggiamento, tipico di una minoranza, supera il livello di guardia, la coesistenza sociale è a rischio.
    In Italia, la misura è colma da tempo, da quando le piazze urlanti di ‘Samarcanda’ si sono saldate con lo spirito scandalistico di certa stampa, da quando i processi che distruggono le persone si fanno in televisione e nelle pagine dei giornali, da quando le carriere politiche traggono origine non dai partiti, ma dalle procure, da quando la politica è solo antagonismo e non competizione, da quando, insomma, i partiti si limitano a vincere e mai a convincere.
    E’ un fatto che, pensando di avvantaggiarsene, la sinistra italiana abbia sempre flirtato con questi ‘arruffapopoli’. Oggi, è chiaro a tutti che, andata per ‘fregare’, ne è invece rimasta ‘fregata’. Non fa ben sperare il fatto che i due candidati alla leadership del Pd non affrontino nemmeno minimamente la questione: finché la sinistra italiana non supererà questo nodo, inutile dire, il Pd non sarà mai un partito completamente affidabile e l’Italia, purtroppo, non sarà mai un Paese normale.

    *Direttore Responsabile di http://www.laici.it

  18. Provate a immaginare cosa succederebbe se uno entrasse nella stanza da letto di un qualsiasi cittadino, gli carpisse una conversazione privata e poi la pubblicasse integralmente su Internet? Come strillerebbero i garanti delle varie privacy? Come inorridirebbero le vestali della moderna civiltà? E perché invece contro Berlusconi tutto è lecito? Perché ciò che è scandaloso fare nei confronti di un normale cittadino diventa possibile contro di lui? Altro che norme ad personam: ormai Berlusconi è al di sopra della legge nel senso opposto a quello che normalmente si crede.

  19. ULTIME SU DI PIETRO

    Sanzione contro Di Pietro per un incredibile comportamento professionale da avvocato
    Scritto da Carlo Panella
    mercoledì 22 luglio 2009

    …Il moralista Di Pietro è stato sospeso per sei mesi dall’ordine degli avvocati dalla attività forense -che esercita da anni- a causa di una sua palese e incredibile violazione degli obblighi deontologici, riscontrata dall’Ordine degli avocati di Bergamo, così sintetizzata da un’agenzia di stampa: ” All’ex pm di ‘Mani pulite’ – che dopo l’uscita dalla magistratura non ha rinunciato a indossare la toga entrando nell’avvocatura – e’ stata contestata la violazione dell’articolo 51 del codice deontologico che vieta ”l’assunzione di incarico nei confronti di ex clienti”. Il riferimento e’ al processo, svoltosi innanzi alla Corte d’Assise di Campobasso, nel quale Di Pietro era il legale di parte civile per l’omicidio – avvenuto nel 2002 – di Giuliana D’Ascenzo, una sua amica e compaesana di Montenero di Bisaccia. Sul banco degli imputati, il marito della vittima, Pasqualino Cianci, che lo stesso Di Pietro aveva in precedenza difeso. Fu Cianci a denunciare all’Ordine degli avvocati di Bergamo la violazione commessa dall’ex pm.”
    E questo è l’unico alleato che il pd ha voluto portare in Parlamento….

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