LUI PARLA ; NOI DOBBIAMO ASCOLTARE

 

Oggi per la prima volta intervengo come cittadina ad una trasmissione radiofonica di radio uno: “Radioanch’io”. Non li ho cercati io. Un altro cittadino mi ha segnalata perché pensava che il mio intervento potesse essere utile: avrei potuto dare delle informazioni sulla situazione attuale a L’Aquila che non dice nessuno. Gli ospiti presenti sono: Guido Bertolaso (capo della protezione civile, quello che il 31 marzo disse: “I terremoti non si possono prevedere, è tutto sotto controllo”), il sindaco di L’Aquila Massimo Cialente ed il Vescovo. Il primo pensiero è: “Ma chi rappresentano questi? A nome di chi parlano?” Ascolto gli interventi, poi c’è un colpo di scena: la telefonata del Presidente del consiglio. Un fiume in piena, per troppi giorni ha dovuto tacere, dopo aver detto che a L’Aquila ha fatto il miracolo delle case (bellissime, confortevoli, ecc), il suo egocentrismo prende il sopravvento e si parla dei record del Governo. Faccio fatica a pensare che stia parlando dello stesso paese dove vivo. Dopo dieci minuti, ruba dieci minuti alla trasmissione, viene data la prima voce agli aquilani con un servizio. Bertolaso replica che non accetta le critiche. Pecca di banalità, perché questo lo sappiamo dal 1994. Nessuno può dire la sua in un paese civile e democratico, con tanto di Costituzione che lo prevede nell’articolo 21. Alcuni cittadini parlano del piano C.A.S.E., alloggi che costano 2.700 euro al mq, con tubature non adeguatamente protette che si sono ghiacciate e sono scoppiate (L’Aquila è alle pendici del Gran Sasso, non in Brasile)… si aggiungono costi di riparazione. Quando si spendono soldi pubblici, tanti soldi pubblici si dovrebbe puntare alla perfezione. Ma… i fatti mostrano il contrario. Mentre mi perdevo in questi pensieri tocca a me. Mi viene in mente Valentina mi ha scritto che da gennaio se non le verrà rinnovata la cassa integrazione sarà senza lavoro, oltre ad esser senza casa perché i single non sono stati inclusi nel piano C.A.S.E. (ovviamente quelli senza conoscenze), poi mi viene in mente Alessandra che perderà il lavoro se anche lei non avrà il rinnovo della cig. Dico tutte queste cose, compreso che ho vissuto nella mia casa inagibile perché dopo la chiusura dei campi di accoglienza mi è stato proposto di andare a 160 km da L’Aquila… guadagnandone 30 al giorno… non potevo permettermelo.
Ma a queste domande non c’è risposta. Il diktat è un vergognoso spot che va tutto bene, che a L’Aquila non ci sono problemi.
Confido negli ascoltatori e adesso nei lettori!
Buon Natale!

Samanta

LUI PARLA ; NOI DOBBIAMO ASCOLTAREultima modifica: 2009-12-25T09:01:06+01:00da paolopapillo
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